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Oszajca, Paulina, "Trocisci viperini nelle preparazioni teriacali", Atti e memorie, 35/2 (2018), 111-120.
- Resum
- Sebbene la ricetta per la preparazione dei trocisci viperini fornita da Galeno secondo la descrizione di Andromaco non sembri complicata al primo sguardo, essa veniva descritta e commentata da diversi autori e regolata da molteplici leggi. Durante la preparazione, la carne di vipera veniva cucinata in acqua con un pizzico di sale e aneto fresco e poi unita a pan grattato. I numerosi avvertimenti, bandi, capitoli e ordini stabilivano fra l'altro come rimuovere la testa, le ossa e la coda oppure dove e quando raccogliere gli animali.
Per esempio nel territorio della Serenissima le vipere venivano raccolte sui Monti Euganei e mandate da Padova a Venezia. Nella Bologna del '600 medici e speziali avevano difficoltà a trovare le vipere nelle zone vicine, perché per la maggior parte questi animali venivano comprati e raccolti da persone che li mandavano fuori della città. Per fornire la quantità richiesta per la teriaca il Gonfaloniere di Giustizia proibì la vendita delle vipere fuori città stabilendo una pena di 25 lire. La produzione stessa veniva inoltre supervisionata da un Protomedico, che confermava la qualità dei trocisci bollando il contenitore col sigillo viperino. Questi ed altri esempi mostrano bene come gli ingredienti teriacali dovessero rispondere a rigorose esigenze di qualità molto prima della nascita della farmacia moderna.
- Matèries
- Medicina - Farmacologia
Història de la medicina
- URL
- https://museo.unifarco.it/it/riviste/agosto-2018/tr ...
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